“Torce nel diluvio” – Recensione

Titolo: Torce nel diluvio
Autore: Thomas Mazzantini
Editore: Self-published
Data di uscita: Dicembre 2016

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Leggo con curiosità e piacere molto fantasy italiano indipendente o pubblicato da piccoli editori, e spesso vi trovo qualità, fantasia e buone storie. E qualche volta incontro incontro libri di cui mi innamoro profondamente – come in questo caso.

“Torce nel diluvio” è di difficile collocazione, nella suddivisione in generi e sottogeneri del fantasy, e come spesso accade, questo è un bene, perché significa che è un’opera più preoccupata di raccontare la propria storia che di seguire regole o consuetudini. Direi che la si può piazzare da qualche parte tra la fantascienza e il distopico, giusto per rendere l’idea.
La narrazione si alterna tra passato e presente: quest’ultimo è cupo e drammatico, e segue le vicende di quel che resta della popolazione di un mondo devastato da un terribile diluvio. Nella città santa di Sirat si cerca di cavarsela come meglio si può, sfuggendo alle creature mostruose che la infestano e trovando accordi o scontri con i vari gruppi di sopravvissuti uniti per fare fronte alle difficoltà.
Il passato invece ci mostra lo stesso mondo una ventina di anni prima del cataclisma. In una società dominata dal fervore religioso nei confronti di due dispotiche divinità chiamate Monade e Vuoto, un gruppo di ragazzini farà una scoperta incredibile che cambierà per sempre le loro vite – e non solo.
Oltre a queste due narrazioni principali troviamo alcuni flashback che fanno capire come si sia giunti a determinate situazioni, e alcuni intermezzi narrati da una voce in prima persona.
L’alternanza tra passato e presente nella narrazione è ben costruita e scorrevole: il lettore non è mai confuso e riesce a destreggiarsi perfettamente in essa. E se inizialmente i collegamenti tra i vari tempi non sono chiari, quando si comincia a comprenderli vi giuro che si fanno dei bei salti sulla sedia.

Si viene trascinati all’interno della storia da una scrittura ottima, capace di delineare ogni dettaglio del mondo, riprodotto in maniera estremamente realistica: lo vediamo, lo ascoltiamo, ne percepiamo gli odori e le sensazioni, siamo davvero al centro dell’azione e al fianco di ogni personaggio.
I personaggi sono uno dei punti di forza: l’autore è capace di renderti immediatamente interessato alle loro sorti, cosa non semplice. Molti romanzi che ho apprezzato per le idee o per la scrittura alla fine non sono riusciti a coinvolgermi a livello di personaggi. Qui invece mi hanno incuriosita fin dal loro ingresso in scena, e alla fine tifavo appassionatamente per loro, perché la loro storia avesse un bel finale. (Ho un amore particolare per Grace, forse il personaggio che ha il migliore sviluppo tra tutti, e per Lara – non si può non amare Lara!)
L’altro punto di forza è la costruzione della vicenda: la solida struttura narrativa con i suoi salti temporali ha i tempi e i ritmi giusti. Ogni cosa succede al momento opportuno e il crescendo della parte finale del romanzo è ben servito al lettore, che non può far altro che seguire gli eventi, trattenere il fiato, sentirsi prima minuscolo e poi potentissimo, come i protagonisti, fino al finale perfetto.

Un’ultima nota personale: nel romanzo sono presenti temi e simbolismi che io amo alla folia, quindi ho apprezzato “Torce nel diluvio” anche per questo, oltre che per i suoi meriti oggettivi. L’opposizione tra enormi forze esterne e minuscoli esseri umani è una cosa che regolarmente mi incanta, mi entusiasma e mi commuove (ci ho scritto anch’io moltissimo, al riguardo, ed è al centro del mio romanzo “Il negoziato del numero 47”.) Così come le ambientazioni post-apocalittiche: non ne ho mai abbastanza, e mi affascina vedere come ogni autore è capace di reinventare quel tipo di mondo. E poi l’acqua, la religione e il suo influsso sulle persone, le bande improbabili di sopravvissuti, la ribellione… Tutti temi che mi sono molto cari.

Mi sento di consigliare questo romanzo a ogni tipo di lettore, non solo a chi ama i generi nei quali può essere inserito. Vi farà fare una belle esperienza di lettura, e se siete autori o aspiranti tali, potrà veramente insegnarvi qualcosa su come si costruisce una buona storia con dei personaggi che restano nel cuore del lettore.

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