Titolo: Nerdopoli – Espressioni di una comunità in evoluzione
Autori: VV (a cura di Eleonora C. Caruso – Prefazione di Tito Faraci)
Editore: effequ
Anno di pubblicazione: 2018

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“Oggi i nerd hanno tante passioni”, scrive Tito Faraci, nella sua prefazione a Nerdopoli. “Cose di musica, fumetti, serie televisive, cinema, libri… da nerd, appunto. Colgono collegamenti tra discipline diverse, percepiscono assonanze, tracciano sentieri. Incredibile ma vero, proprio i nerd sono diventati alfieri di una sana cultura generale. E operano all’interno di questa cultura.”
Nerdopoli è una raccolta di saggi su vari aspetti dell’essere nerd. La presenza di un mondo ormai non più così sotterraneo di appassionati di varie cose (dai fumetti alle saghe cinematografiche, alle band, al gioco di ruolo, e così via…) è qualcosa con cui cultura e società devono fare i conti, e questo libro prova a offrire un “punto di incontro e confronto di esperienze diverse”, per raccontare una comunità apparentemente chiusa, ma in realtà più aperta e dinamica di quel che sembra. Obiettivo per niente semplice, ma raccontato da voci che vivono all’interno di questa comunità e sanno guardarla con amore e con severità quanto basta.

Questi i saggi contenuti nell’opera:
Niji: l’arcobaleno del Giappone, di Susanna Scrivo
Rifarsi una storia. Genesi (e resistenza) della fanfiction, di Eleonora C. Caruso
Big damn heroes. Quelli che, guardando la tv, hanno cambiato il modo di guardare la tv, di Alice Cucchetti
Del mettersi in gioco. Storie e videogiochi: un matrimonio imperfetto, di Arianna Buttarelli
Love dungeon. La storia d’amore tra letteratura fantasy e giochi di ruolo, di Simone Laudiero
La liberazione dell’otaku. Una rivoluzione che passa dagli anime, di Matteo Grilli
Tu non puoi passare. La deriva (per niente) nerd del gatekeeping, di Aligi Comandini

Non è facile presentare un mondo sfaccettato come quello dei nerd a chi non ne sa niente, meno che mai a chi lo guarda con sospetto. Nerdopoli ci riesce? Secondo me, in gran parte sì. Attraversando queste pagine, mi sono ritrovata in ciò che viene raccontato e ho apprezzato la ricostruzione di momenti storici e situazioni che anche io ho vissuto. (In modo particolare, il mio cuore si è un po’ sciolto durante la lettura del bellissimo saggio di Eleonora C. Caruso sul mondo delle fanfiction. Senza di esso, la mia vita sarebbe più vuota, adesso, visto che è stato proprio lì, in quel divertirsi a riscrivere le storie degli altri, che ho conosciuto molte delle persone più importanti della mia vita.)
Questa raccolta mi ha fatta sentire compresa, parte di una comunità – una comunità che è davvero “in evoluzione”, come recita il sottotitolo, e che sa parlare di sé in maniera obiettiva, senza risparmiarsi dure critiche. Nella maggior parte di questi saggi, accanto al racconto di una storia d’amore, vi è un’analisi precisa di tutto il marcio che abita il mondo nerd (come ogni altra cosa umana), oltre che una riflessione consapevole del rapporto tra passioni e consumismo.
Se di fronte al termine nerd avvertite quel brivido tipico del senso di appartenenza, allora questo libro è per voi. Tra l’altro c’è anche un enorme apparato bibliografico, se voleste approfondire alcuni dei temi trattati nei saggi.

Ma se non vi sentite nerd, se questo mondo vi è oscuro e magari, così a pelle, non vi piace neanche tanto, questi saggi possono darvi qualcosa?
La mia risposta è questa: sì, ma a patto che accettiate una cosa. Che esistono persone per cui tutto ciò di cui qui si parla – fumetti, gioco di ruolo, videogiochi e altro – sono qualcosa di importante. Qualcosa su cui vale la pena intessere lunghe discussioni e appassionate disamine sul loro impatto culturale, sui loro contenuti, sugli aspetti sociali delle interazioni tra fan, e così via. Dovete affacciarvi a questo libro con la consapevolezza che state entrando in un territorio che forse non capite, e se lo farete con la battuta già pronta e una punta di disprezzo per chi si diletta di certe cose, allora non apritelo nemmeno.
Non sto dicendo che “voi non potete capire” (che pure è uno degli odiosi atteggiamenti che i nerd spesso assumono verso “gli altri” – argomento che emerge più volte anche nel libro.) Sto dicendo che Nerdopoli getta chi legge subito in un livello già avanzato: per esempio, si parte alla grande con l’ottimo saggio di Susanna Scrivo su manga e tematiche LGBT. Capite che un profano totale, che magari ritiene il fumetto robetta da bambini, già si sente smarrito: aspetta, quindi questi fanno analisi approfondimento socio-culturale sui fumetti giapponesi?
Se penso poi al saggio La liberazione dell’otaku di Matteo Grilli, splendido esame della parabola umana di un certo tipo di nerd attraverso l’analisi del celeberrimo (per noi!) anime Neon Genesis Evangelion, ecco, credo che un profano totale debba fare un grosso sforzo, non tanto per seguire il testo, ma per accettare che esista gente che legge così tanto tra le righe di un semplice cartone animato.
Tutto questo non vuole essere una critica, solo l’espressione di una sensazione personale. Anzi, è probabile che questo sia stato voluto. Del resto, il target di un’opera va scelto, non c’è dubbio.
In ogni caso, ho deciso di fare un esperimento e regalarlo a mio padre. Lui non è un profano totale, perché sono quasi vent’anni che ogni tanto mi lascio andare e gli parlo di cosplay, fandom e cultura nerd, ma certe cose gli sono proprio estranee. Sarà interessante vederne la reazione.

In conclusione, un libro che mi sento assolutamente di consigliare. I saggi si leggono con estremo piacere, le diverse voci raccontano con abilità, accuratezza e competenza, offrendo prospettive mai banali e riflessioni che vale la pena di fare.